Beaumont, Claudio Francesco

Descrizione delle pitture terminate l'anno 1733 da Claudio Beaumont, nella Reale camera e gabinetto del Regio palazzo di Torino
osservando, è la Semplicità, e schiettezza. Ho posto al loro corteggio un putto, che scherzando con un agnellino, simboleggia l'innocenza: et in poca distanza diversi geni, i cui scherzi puerili vengono osservati dalla Semplicità. In particolare ho espressio quel genio, che producendo col soffio diversi globetti d'acqua, indica di quanto brieve permanenza, sieno comunemente l'innocenza, e la schiettezza. Della gioventù disse Orazio che facilmente si piega come cera al vizio. E però rappresento l'eroica Diana, la quale rimovendo un giovane da vizi, rappresentati nella Venere, che giace tra le sue ninfe abbandonata, e mesta; lo sta invittando all'onesto divertimento della caccia. I tre geni, che si adoperano a trattenerlo, quasi dalla loro illecita compagnia fugitivo, sono gl'amori. Essendo l'ozio il veleno della virilità, destinata al bene dell'umano comercio, et all'onesto morale governo del mondo, per dar un idea della virilità, che ogni cosa comprenda, l'ho figurata in Marte, assiso in maestà da regnante; il quale da più sani poeti, non fu precisamente finto qual nume di qualunque guerra, ma di quella guerra giusta, che tende al bene della pace. La quale pertanto gli ho collocato in vicinanza coronata d'ulivo, col caduceo nella sinistra suoi simboli; è nella destra un cornucoppio, d'onde scaturisce l'abbondanza de' frutti, che sono i veri effetti d'una buona pace. Poco distante si osserva la guerra
p. 4 [2v]