Nepote, Carlo Ignazio
Il pregiudizio smascherato
nel suol quell'uve crescono
che di ciambara nomasi,
d'agosta territorio,
che di moscato ha il titolo.
Or nota il pregiudizio,
che quivi tanto domina,
vi son cose buonissime,
eppur piacer non possono.
Mentr'era in Roma Paolo,
li cittadin mandarono
in Grecia serpi a prendere
per adorarle in pubblico.
In Roma non mancavano
le serpi, quali abbondano
in un monte lunghissime,
le quali nemen mordono.
E sono le medesime,
che i ciarlatani mettonsi
in seno, al collo, al braccio,
perché non son venefiche.
Così l'ebraico popolo
aveva desiderio
delle cipolle, ed aglio,
che nell'Egitto avevano,
benché miglior mangiassero
vivanda, che cadevale
dal cielo di continuo,
pur le lontane ambivano.
che di ciambara nomasi,
d'agosta territorio,
che di moscato ha il titolo.
Or nota il pregiudizio,
che quivi tanto domina,
vi son cose buonissime,
eppur piacer non possono.
Mentr'era in Roma Paolo,
li cittadin mandarono
in Grecia serpi a prendere
per adorarle in pubblico.
In Roma non mancavano
le serpi, quali abbondano
in un monte lunghissime,
le quali nemen mordono.
E sono le medesime,
che i ciarlatani mettonsi
in seno, al collo, al braccio,
perché non son venefiche.
Così l'ebraico popolo
aveva desiderio
delle cipolle, ed aglio,
che nell'Egitto avevano,
benché miglior mangiassero
vivanda, che cadevale
dal cielo di continuo,
pur le lontane ambivano.
p. 26
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Edizione cartacea
Informazioni bibliografiche
Nepote, Carlo Ignazio, Il pregiudizio smascherato da un pittore, colla descrizione delle migliori pitture della real città di Torino. Ragionamento sdrucciolo coll'amico Fabrizio, diviso in quattro giornate, Torino, Biblioteca Reale
Edizione digitale
Acquisizione
Paola D'Amore
Codifica
Paola D'Amore
Revisore
Paola D'Amore
Data di pubblicazione
15/6/2026