Ricci, Amico

Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
SECOLO XIV. DELLE ARTI E DEGLI ARTISTI NELLA MARCA
La storia d’una provincia per qualunque lato si riguardi, se non presenta molteplici esempi, ne dà però abbastanza per conoscere i progressi che sulle arti si facevano in tutta Italia. Non è quella che scorriamo la più ricca per ottenere simili risultamenti, ma neppure la più povera. Se in essa non vi furono di quelli che seguendo il loro genio stabilirono un notabile miglioramento nelle arti medesime, avemmo però molti che, profittando della felice posizione del proprio paese, si volsero ad osservare ciocché su quest’aspetto facevasi nelle contrade a noi prossime, dell’Umbria e della Toscana. Per un toscano, come dicemmo, ebbe Assisi la più gran fama nella magnifica basilica che vi si eresse e noi fummo de’ primi a rilevare i pregi di quell’opera. Furono di uno stile uniforme le fabbriche che sorsero nel cominciamento di questo secolo, giacché non vi volle meno che lo svegliatissimo ingegno d’un Brunellesco per togliere in progresso l’architettura da quei principi che si erano adottati col Goticogotico posteriore; e finché questi non propose nuove regole e precetti noi vedemmo nelle fabbriche usati ancora que’ minutissimi ed ammassati intagli, che più a caso che per giusta simmetria si ponevano ad ornamento specialmente delle chiese. Erano questi edifizi posti quasi tutti fuori di squadro, non esclusi i più eleganti, come sarebbe appunto il Campo Santo di Pisa. Molte congetture, dice il chiaro CiampiCiampi, Sagrestia Pistoiese, pag. 21., si sono fatte per rintracciare le vere cause che produssero un simile difetto nelle costruzioni di questo tempo; ma la più vera sembra fosse quella che avendo essi occasione d’innalzare spesso sui vecchi fondamenti, che talora ricercavano per economia, ha fatto nascere sghembi molti
p. 53 [73]