Ricci, Amico
Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
origine dal terminar del secolo XIII alla metà circa del XIV. Perlocché mi restringo ora a ricordare qualche altra fabbrica sparsa qua e là nella provincia che andiamo esaminando, la quale rimonti nella sua erezione al secolo XIV; onde possino coloro che di queste cose specialmente si dilettano rilevarne queste ed altre più utili cognizioni per la storia dell’arte. Non permettendomi la scarsezza de miei lumi di poter dare a questo libro il titolo di Storia, ma soltanto di presentare a chi sa più di me una sufficiente quantità di materiali che potranno servire a scrivere la storia delle arti esercitate in questi luoghi.
Se reggesse ancora qualche parte della chiesa e del monastero ch’esisteva nel 1327 a pochi passi da Macerata detta ora di Santa Maria della PietàDa un antico manoscritto che si conservava nell’archivio di Classe presso Ravenna, riferito dagli annalisti camaldolesi (Appendice del tomo I, pag. 168), si rileva chiaramente che nel luogo dove è ora la piccola chiesa della Pietà, esisteva un monastero di monaci, poiché vi si legge che un certo Giovanni figlio di donna Bona da Macerata offrì sé stesso e tutti i suoi beni mobili ed immobili a Dio e alla chiesa di Santa Maria della Pietà, e a Roberto abate di detta chiesa, promettendo di vivere converso sotto il rettore di questa chiesa e di non mai trasferirsi altrove. Donazione stipolata in Macerata nella casa di Francesco Giamvilli il 12 luglio del 1327. Questa chiesa che appartiene attualmente alla Santa Casa di Loreto ha dappresso un fabbricato che conserva specialmente nella parte esterna qualche traccia dell’antico monastero., vi troveremmo forse un qualche tratto di portico che ci avvertirebbe incominciar fin d’allora a sostituirsi in qualche rara circostanza l’arco di tutto sesto all’acuto, e che a lenti gradi andavamo ritornando alle buone prattiche architettoniche; come pure più facilmente consimili progressi avremmo noi potuto riscontrare ne’ due monasteri dedicati a santa Caterina circa il 1380in Fabriano ed in San Severino, se le circostanze in appresso consuccedute a quei luoghi non avessero dato causa a molte variazioni. Fu il primo erettoAscevolini, Storia di Fabriano, manoscritto, pag. 31. dalla pietà di Guido figlio di Alborghetto Chiavelli subito ritornato signore di Fabriano nel 1373, ed il secondo lo fu da monaci di San Benedetto, che ne dedicarono la chiesa a san Mariano, dedicazione che cambiò con quella di santa Caterina allorché nel 1544 subentrarono a questi delle suore che osservavano e conservavano tuttora la regola benedettinaCancellotti, Storia di San Severino, manoscritto, pag. 160. Fra gli altri monasteri che potrebbero ricordarsi non va omesso quello detto di Santa Maria del Rio ch’era situato alle radici del Monte detto Valle Fibbia, nel territorio di Fiastra nel camerinese. Di questa fabbrica esistono appena pochi ruderi. Esistette però esso intatto fino al secolo XV da quello ne dice il Turchi, De Ecclesiae Camerinensis, pag. 269.
Quello di San Niccolò da Fabriano, che fu abitato dai così detti monaci del Tripudio, Alborghetto Chiavelli diede principio alla chiesa nel 1327. Essa non ebbe che un solo altare. Pio II soppresse questo monastero nel 1460 ed eresse la chiesa attuale in collegiata.
Turchi, Camerinum Sacrum, pag. 340.
Ascevolini, Storia di Fabriano, manoscritto, pag. 23.
Come parimente faremo menzione di una chiesa dedicata a san Rinaldo esistente ne’ sobborghi di Monte dell’Olmo, della quale se ne fa memoria in un istromento del 1356 esistente nell’archivio di detta terra. Resa questa chiesa rovinosa per le ingiurie de’ tempi fu risarcita per ordine dell’arcivescovo di Fermo Alessandro Borgia nel 1726. Si ricorda anche da Catalani, De Ecclesia Firmana, pag. 56.. Lasciando per altro i monasteri che si erigevano in questo secolo con non minor grandezza e numero dei passati, de’ quali ne potremmo ricordare parecchi, osserveremo, che quelle ragioni, che tanto cooperarono nel terminare del 1200 a render sempre più venerato il nome di san Francesco, si diffusero ad infinito grado nell’epoca attuale. E se la pietà de’ fedeli conveniva nel rendere splendidissimo il tempio d’Assisi, s’estendeva questa ancora nella nostra provincia, dove niuna terra voleva esser meno dell’altra nell’erigere a questo novello santo templi maestosi.
Quello di San Niccolò da Fabriano, che fu abitato dai così detti monaci del Tripudio, Alborghetto Chiavelli diede principio alla chiesa nel 1327. Essa non ebbe che un solo altare. Pio II soppresse questo monastero nel 1460 ed eresse la chiesa attuale in collegiata.
Turchi, Camerinum Sacrum, pag. 340.
Ascevolini, Storia di Fabriano, manoscritto, pag. 23.
Come parimente faremo menzione di una chiesa dedicata a san Rinaldo esistente ne’ sobborghi di Monte dell’Olmo, della quale se ne fa memoria in un istromento del 1356 esistente nell’archivio di detta terra. Resa questa chiesa rovinosa per le ingiurie de’ tempi fu risarcita per ordine dell’arcivescovo di Fermo Alessandro Borgia nel 1726. Si ricorda anche da Catalani, De Ecclesia Firmana, pag. 56.. Lasciando per altro i monasteri che si erigevano in questo secolo con non minor grandezza e numero dei passati, de’ quali ne potremmo ricordare parecchi, osserveremo, che quelle ragioni, che tanto cooperarono nel terminare del 1200 a render sempre più venerato il nome di san Francesco, si diffusero ad infinito grado nell’epoca attuale. E se la pietà de’ fedeli conveniva nel rendere splendidissimo il tempio d’Assisi, s’estendeva questa ancora nella nostra provincia, dove niuna terra voleva esser meno dell’altra nell’erigere a questo novello santo templi maestosi.
p. 55
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Edizione cartacea
Informazioni bibliografiche
Ricci, Amico, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, Macerata, Tipografia di Alessandro Mancini, 1834
Edizione digitale
Acquisizione
Marco Pochesci
Codifica
Marco Pochesci
Revisore
Marco Pochesci
Data di pubblicazione
30/6/2024
Revisioni all'edizione digitale
Revisore
Marco Pochesci