Ricci, Amico

Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
può credersi che fosse convenuto talvolta a farli anche a Raffaele nel palazzo del papa, dove anzi che ritrarre lo stesso in persona, lo figurò in quella d’un santo suo antecessore, imitando anch’egli in tal guisa i poeti, a cui la licenza permette l’adulare. Ritornando alle opere del nostro Alegretto ricorderò come pregevolissima quella tavola che porta il nome dell’autore e l’anno 1370 che possiede il signore Alessandro Castrica di Fabriano. In essa figurò la Madonna sedente col Bambino in piedi sulle ginocchia che lo accarezza. Le teste condotte con un finimento ammirabile e l’uso de’ colori a tempera sopra un fondo d’oro sono d’un impasto prezioso. È una specie di miniatura. Questa maniera di lavoro fece per lungo tempo il pregio dei quadri dei successori di Giotto fin all’invenzione della Pittura a oliopittura a olioHoc opus pinxit Allegrettus Nutii de Fabriano Anno MCCCLXXII.. Non dissimile in ricchezza d’ornati è un’altra tavola che ritengo sua e che vidi nel convento di Sant’Agostino di questa città. Sono in essa espressi sant’Agostino, san Lorenzo e san Niccola da Tolentino, figure in piedi di mezzana grandezza. Uno che miniasse non potrebbe unire meglio le tinte, e non giungerebbe a fare tanto valere la verità quanto si fece da costui in questa tavola. Se non si dirà altrettanto finita, non potrà meno piacere una Madonna ch’è dipinta nel muro d’un archetto presso la porta d’ingresso di questo convento. Vedesi in essa una dolcissima fisonomia e ognuno s’avvede ch’egli fu de’ primi ad animare le figure, nelle quali fino a lui non si considerarono che le parti, senza che l’anima vi traspirasse principalmente. Scrive l’Ascevolini ch’esisteva al suo tempo, all’interno dello spedale del Buon Gesù, un dipinto di Nuzi in che era rappresentata la decollazione di san Giovanni Battista, e fu questa considerata per cosa sì preziosa, che nel demolirsi la chiesa di San Giovanni Battista chiamata del Poggio si pensò di segare la muraglia dov’era quella dipintura e di trasportarla nel dett’ospedale. Ammiro spesso una tavoletta di questo nostro artista che esistette a un tempo nella chiesa di Sant’Antonio Abate di
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