Ricci, Amico

Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
smalto di minor grandezza, in tanti piccoli medaglioni ornano il nodo del piede. La base ottagona è formata ad angoli acuti e a sezione di cerchio, ove di basso rilievo sono otto figure che ornano tutta questa base. L’opera malgrado una certa rozezza è di grande preziosità per l’epoca in che fu eseguita. Espresso è nel giro della base medesima il nome dell’orefice bolognese che in quei tempi lavorava in Camerino. E se di queste cose si occupava in questa città, dovremo argomentare che molti altri ne facesse; e se si trovassero ancora in Loreto que’ non pochi nielli, che vi erano un tempo nel tesoro, forse fra essi se ne rinverrebbe qualcuno col nome di quest’autore. Ma i nielli di là andarono altrove, e con essi perdemmo i moltissimi delle nostre confraternite e di altre chiese. Per una croce stazionale, che ancora esiste nel duomo di Osimo, sappiamo che circa il 1370 viveva in Ascoli un peritissimo cesellatore e scultore in argento quale era Pietro Vannini nativo di quella cittàFanciulli canonico Luca, Osservazioni critiche sopra le antichità cristiane di Cingoli, Osimo, per Quercetti, 1796, 4, libro I, capitolo XIV, pag. 170.. Il fondo di questa croce è di puro legno ricoperto da una lastra finissima di argento, alla quale, consunta dall’età, è stata con insano consiglio sostituita un’altra di ottone. La lunghezza di questa croce è di palmi 2 e once 11 romani, e a due palmi stendesi la larghezza. In ambe le facce sono locate cinque statuine a tutto rilievo, e in fondo era una gran palla ornata da capo di varie pietre di valore che più non vi sono, ed avvi cinque luci, ove oltre vaghissimi intagli, sono Incisione a bulinoincise a bulino le immagini de’ principali protettori della chiesa osimana, come qua e là sono espresse diverse sante vergini. In cima alla croce vi è una statuina di sant’Elena e sotto di essa, in un niello di figura circolare, un san Girolamo in atto di scrivere. Sotto il Cristo esiste un altro niello della medesima grandezza e configurazione dove venne figurato Longino. Nell’opposta facciata vi è un’altra statuina con un santo vescovo, e sotto due nielli in cui sono espressi il Redentore e la Vergine. In fondo alla croce un ultimo niello ov’è parimenti figurato san Vitaliano vescovo e protettore della città, e sotto questo l’epigrafe Petrus Vanini de Exculo F.
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