Ricci, Amico
Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
osimana nel 1460, secondo narra monsignor Zacchi nel suo necrologioWogel, idem, pag. 69.
L’anno 1444 Niccolò d’Asti vescovo di Recanati fece fare i sedili del coro con vari intagli elegantissimi. Vi si vedevano gli stemmi gentilizi del vescovo al di qua e al di là dell’ingresso del coro, e nel primo sedile era scolpita la seguente iscrizione.
A. D. MCCCCXLIIII. HOC OPUS FECIT FIERI REVERENDISSIMUS IN CHRISTO PATER, ET DOMINUS NICOLAUS DE ASTIS DE FORLIVIO EPISCOPUS RECANATENSIS, ET MACERATENSIS DE MENSE JUNII.
Zacchi, manoscritto – VI. Kal. Augusti – DEPOSITIO JOANNIS PRÆFECTI EPISCOPI AUXIMANI, QUI OBIENS VI. AUGUSTI ANNO DOMINI MCCCCLX. VALVAS LIGNEAS CÆLATI OPERIS HUIC SANCTO TEMPLO FIERI CURAVIT.. Fra le molte fabbriche che si ridussero modernamente a danno dell’architettura, la quale perdette con tal mezzo de’ modelli che avrebbero servito, se non a migliorarla, almeno a mantenerla in quello stato di ragionevole proporzione ed eleganza in che si trovava nel prossimo compimento del secolo XV, io considero che fosse la chiesa di San Domenico che si fabbricava nella maggior piazza d’Ancona nell’anno 1470Saraceni, Storia d’Ancona, pag. 275.
Fu detta in questo tempo dell’Incoronata. I padri di San Domenico non l’ufficiarono che nel 1498.; ed altrettanto può dirsi per quella che i Padri Carmelitani nella stessa città fabbricavano nel 1490 prossima a San Ciriaco sulle rovine di altra chiesa che nomavasi in quel tempo di Sancta Maria in cunctis, la quale per quanto si fosse molto più ristretta della prima non doveva essere meno eleganteIdem, pag. 291.
La concessione fatta dal magistrato a questi frati si leggeva in un libro capitolare che rimaneva nel convento e si raccoglieva dal catasto ecclesiastico che conservavasi nell’archivio della cattedrale.. La divozione che si aveva ad un’immagine di un Cristo crocifisso eccitò gli abitanti di Sirolo, paese collocato a brevissima distanza d’Ancona e prossimo al mare, a fabbricare una chiesa dove potessero i fedeli accorrere con maggiore comodità ad orare. Si diede luogo a simile progetto e la fabbrica fu compiuta ai 19 di marzo del 1497. È questa divisa in forma di croce greca con a capo una semplice cornice da dove nasce la voltaAnnali di Recanati del 19 marzo del 1497.. Ebbe altresì considerabili cambiamenti la hiesa di San Marco in Monte Cassianoc che si disse eretta nel 1491Scaramuccia, Delle rovine di Recine, pag. 342.. Recanati prescelto dalla provvidenza ad avere nel proprio territorio la Santa Casa, doveva più d’ogn’altro paese della provincia mostrare di essergliene grato, ed una prova ne fu che non appena Blancina, moglie di Pietro Vanni Leopardi, richiese al magistrato della città che si costruisse a pubbliche spese un monastero per le racchiuse di San Francesco, che non si tardò un istante a porre mano ad un’opera che fu in questo genere delle più considerabili, tanto per l’ampiezza del recinto, quanto per essere delle più adatte allo scopo a cui era diretta. S’incominciò la fabbrica nel 1486 e non si ebbe compiuta che nel 1502. Sorge essa sulla cima di un colle e ne attornia quasi interamente la superficie, facendo in tal guisa da ogni lato bella mostra di sé.
L’anno 1444 Niccolò d’Asti vescovo di Recanati fece fare i sedili del coro con vari intagli elegantissimi. Vi si vedevano gli stemmi gentilizi del vescovo al di qua e al di là dell’ingresso del coro, e nel primo sedile era scolpita la seguente iscrizione.
A. D. MCCCCXLIIII. HOC OPUS FECIT FIERI REVERENDISSIMUS IN CHRISTO PATER, ET DOMINUS NICOLAUS DE ASTIS DE FORLIVIO EPISCOPUS RECANATENSIS, ET MACERATENSIS DE MENSE JUNII.
Zacchi, manoscritto – VI. Kal. Augusti – DEPOSITIO JOANNIS PRÆFECTI EPISCOPI AUXIMANI, QUI OBIENS VI. AUGUSTI ANNO DOMINI MCCCCLX. VALVAS LIGNEAS CÆLATI OPERIS HUIC SANCTO TEMPLO FIERI CURAVIT.. Fra le molte fabbriche che si ridussero modernamente a danno dell’architettura, la quale perdette con tal mezzo de’ modelli che avrebbero servito, se non a migliorarla, almeno a mantenerla in quello stato di ragionevole proporzione ed eleganza in che si trovava nel prossimo compimento del secolo XV, io considero che fosse la chiesa di San Domenico che si fabbricava nella maggior piazza d’Ancona nell’anno 1470Saraceni, Storia d’Ancona, pag. 275.
Fu detta in questo tempo dell’Incoronata. I padri di San Domenico non l’ufficiarono che nel 1498.; ed altrettanto può dirsi per quella che i Padri Carmelitani nella stessa città fabbricavano nel 1490 prossima a San Ciriaco sulle rovine di altra chiesa che nomavasi in quel tempo di Sancta Maria in cunctis, la quale per quanto si fosse molto più ristretta della prima non doveva essere meno eleganteIdem, pag. 291.
La concessione fatta dal magistrato a questi frati si leggeva in un libro capitolare che rimaneva nel convento e si raccoglieva dal catasto ecclesiastico che conservavasi nell’archivio della cattedrale.. La divozione che si aveva ad un’immagine di un Cristo crocifisso eccitò gli abitanti di Sirolo, paese collocato a brevissima distanza d’Ancona e prossimo al mare, a fabbricare una chiesa dove potessero i fedeli accorrere con maggiore comodità ad orare. Si diede luogo a simile progetto e la fabbrica fu compiuta ai 19 di marzo del 1497. È questa divisa in forma di croce greca con a capo una semplice cornice da dove nasce la voltaAnnali di Recanati del 19 marzo del 1497.. Ebbe altresì considerabili cambiamenti la hiesa di San Marco in Monte Cassianoc che si disse eretta nel 1491Scaramuccia, Delle rovine di Recine, pag. 342.. Recanati prescelto dalla provvidenza ad avere nel proprio territorio la Santa Casa, doveva più d’ogn’altro paese della provincia mostrare di essergliene grato, ed una prova ne fu che non appena Blancina, moglie di Pietro Vanni Leopardi, richiese al magistrato della città che si costruisse a pubbliche spese un monastero per le racchiuse di San Francesco, che non si tardò un istante a porre mano ad un’opera che fu in questo genere delle più considerabili, tanto per l’ampiezza del recinto, quanto per essere delle più adatte allo scopo a cui era diretta. S’incominciò la fabbrica nel 1486 e non si ebbe compiuta che nel 1502. Sorge essa sulla cima di un colle e ne attornia quasi interamente la superficie, facendo in tal guisa da ogni lato bella mostra di sé.
p. 90
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Edizione cartacea
Informazioni bibliografiche
Ricci, Amico, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, Macerata, Tipografia di Alessandro Mancini, 1834
Edizione digitale
Acquisizione
Marco Pochesci
Codifica
Marco Pochesci
Revisore
Marco Pochesci
Data di pubblicazione
30/6/2024
Revisioni all'edizione digitale
Revisore
Marco Pochesci