Ricci, Amico

Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
afflitti dalle calamità più spaventevoli. Alle guerre che si succedevono, fummo nella metà circa di questo secolo presi anche da una forte pestilenza, e sembrava che tale sventura rendesse più urgente il bisogno di edificare dei templi e di eriggere immagini a nostri santi proteggitori. A Nostra Donna, sotto l’invocazione della misericordia, avevano quei d’Ancona eretto una chiesa fino dal 1349 per intercedere la cessazione della pestilenza a cui quella città era più delle altre soggetta perché più facile al contagio che derivava dal dover ricevere coloro che per commercio vi si conducevano, e questa chiesa fu resa più ampia nel terminare di detto secoloBernabei, Cronaca anconitana, manoscritto, capitolo XV.
Saraceni, Storia di Ancona, pag. 232.
Questa chiesa fu ampliata nel 1349, come dalle iscrizioni che si leggono in vari luoghi della chiesa suddetta.
1. SUB. ANNO DOMINI MCCCXXXXXV. DIE XIII. MENSIS OCTOBRIS, OB DEI REVERENTIAM FABRICATA EST HÆC ECCLESIA UT REMITTAT PESTILENTIAM.
2. ERGO DEUM INVOCARE DEBEANT OMNES, ET CLAMARE AD EJUS MATREM PIAM, PACEM SEMPER EXCLAMANDO, ET GRATIAM, ET MISERICORDIAM POSTULANDO.
3. TEMPORIBUS PAPÆ SERGII X. PLI. ANDREAS FAMIR. FE. FIERI DIE XV. MENSIS F. ITUM LAPIS F. IUSTUS. LAPIS SE NUNC. R.
. Altrettanto si fece in Fermo, dove nel 1362 fu eretta una chiesa a capo alla piazza di San Martino, la quale resse fino al 1502 giacché da Oliverotto Uffreducci fu, nel tempo di sua breve tirannia e sulle rovine di detta chiesa e del prossimo convento degli Apostoliti (che altrove si collocarono), eretto un palazzo per i governatori della cittàAdami. De rebus in civitate firmana, pag. 63.. Nel 1447 si tenne il medesimo esempio da quei di MacerataDai Libri dei Consigli, dei Decreti, libro XXIV, pag. 86.
Nei suddetti libri consigliari si ha che sotto il 15 ottobre del 1486 il così detto consiglio di credenza ordinasse che si facesse dipingere in questa chiesa la Beata Vergine, san Rocco e san Sebastiano.
La detta tavola è quella stessa che rimane presentemente nella chiesa attuale. Fu nella sua origine pregevolissimo lavoro, ma i molti e pessimi restauri che ha avuti ne nascondono presentemente il reale suo merito. Sognò chi la disse opera di Pietro da Perugia o della sua scuola. Non saprei a chi potesse ben attribuirsi; solo io vi ravviso una derivazione della scuola veneta. Si deve alla munificenza di monsignor Guarniero Marefoschi l’edificazione di questa nuova chiesa.
ed in fine da quei di Jesi nel 1456Baldassini, Storia di Jesi, pag. 158.
La seguente è l’iscrizione scolpita nella parte sinistra di questa piccola chiesa.
D. O. M.
SACELLUM HOC – DEIPARÆ GRATIARUM VIRGINI – OB EREPTAM PESTILENTIÆ TUAM CIVITATEM – POST SUSCEPTUM PUBLICIUM VOTUM – A CIVIBUS – UNO EODEMQUE FUNDITUS EXTRUCTUM – UNO EODEMQUE AFFLATU PERPETUE DICATUM – ANNO DOMINI MCCCCLXI.
Era introdotto in Italia il costume d’edificare in un sol giorno delle piccole chiese in occasione di pubbliche calamità fino dal secolo IX, e ciò specialmente si raccoglie dall’antica cronaca dei vescovi napoletani, dove si riscontra che per consiglio d’Anastasio II vescovo di Napoli fu edificata in un giorno una chiesa a san Giuliano Martire per intercedere la liberazione delle locuste, vedi Ughelli, Italia sacra, tomo VI, colonna 120, edizione di Roma del 1659.
. Si replicavano con tanta facilità ne’ tempi che scorriamo questi contagiosi malori, che rinovandosi il fervore de’ fedeli non è a far maraviglia che in ognuna di queste circostanze si adoprassero in render ricche di nuovi ornamenti, e in riformare queste fabbriche che venivano erette alla divinità per intercedere la liberazione da quel flagello da cui erano percossi. Per lo che non sarà mai dato a noi di rilevare quale si fosse la primitiva costruzione di queste chiese che mentovammo al solo oggetto di mostrare quanto anche per questa parte contribuisse la devozione del popolo ai maggiori progressi delle arti. Se di altre fabbriche innalzate al culto di Dio e de’ santi si volesse far menzione, non ne mancherebbe argomento trovandosi che mai altrettante se ne stabilirono, le quali confrontino in numero coi tempi, che noi andiamo passo passo scorrendo. Le fin qui ricordate possono ascriversi fra le più considerevoli. Mentre però così si operava per un oggetto non si dimenticava l’altro di provvedere, cioè con altrettante fabbriche, al
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