Ricci, Amico

Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
simile struttura (sempre per ciò che ha rapportato al carattere) fu l’altro palazzo che Giovanna Malatesta, moglie di Giulio Varano, fece innalzare il 1489 sulle sponde del fiume Potenza in un luogo detto Lanciano. La parte esterna presenta un portico di cinque archi di pieno centro con pilastri di soda proporzione. La parte superiore non può dirsi che conservi le integrali sue qualità. A poca distanza da questo venne fabbricata una rocca, la quale rendeva più tranquilla la dimora dei duchi in quel luogo di delizia, giacch’erano que’ tempi di tanta malafede ricolmi, che non vi fu chi potesse godere de’ suoi possessi senza il sospetto di esserne dal vicino all’improvviso spogliato. Ricorda lo storico camerineseLilli, Storia di Camerino, libro VII, parte II, pag. 241. come ammirabile quella sala in che fece Giovanna dipingere i ritratti di tutte quelle donne che avevano colla loro virtù reso illustre il nome loro. Il suo figlio Giovanni Maria fece incidere in un marmo la memoria dell’edificazione di questo palazzo fatta a spese della principessa sua madre, la quale a tal opera si dedicò pochi anni dopo, da che il suo marito Giulio aveva con istraordinaria magnificenza eretto un palazzo in Camerino destinandolo a sua reggia ed a quella de’ suoi successoriIdem, libro VI, pag. 213.. Il gran cortile fu attorniato da portici, dove a sostegno de’ grandi archi erano de’ pilastri stabili in giustissime proporzioni, i quali in epoca a noi non lontana furono intonacati con mattoni, nell’idea che con tal mezzo potesse meglio proteggersi la solidità della fabbrica, ma non seguendosi il vecchio disegno se ne deformò l’architettura. Di quello che fosse questo palazzo nel suo interno poco potremo dirne perché poco vi rimane che non sia guasto o a diversi usi ridotto. De’ dipinti che vi esistettero, dove si dice vi fossero ritratti i più valorosi condottieri d’arme del secolo XV, non se ne ha più traccia, e a noi non resta che di compiangerne la perdita. Prima di condurre la mia narrazione ad oggetti che spettino all’architettura militare, mi piace di avvertire che grato si mostrò il popolo di Sanseverino ad Onofrio Smeduzio che, essendo in quella città vicario di papa Innocenzo VII, fece co’ propri
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