Ricci, Amico
Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
variavano gli antichi, e questa loro massima, oltre al farci meno rilevare que’ difetti che ad un occhio diligente si presentano, ci rende meno dubbiosi dell’epoca delle fabbriche medesime, e otteniamo da questo un risultato storico pel progresso delle arti; cosa che non otterranno così facilmente i nostri posteri per le ragioni già addotte. Vediamo noi di fatto quanto l’architettura risorgesse dopoché Brunellesco e Donatello iti a Roma si posero a scorrerla e con uno studio e fatica straordinaria si misero non solo a disegnare tutto ciò che trovarono di scultura, ma eziandio a considerare quanto d’antica architettura loro si presentava davanti, ricavando tutti gli ordini di essa e facendo piante colle misure di tutte le parti e membri degli ornamenti secondo le loro proporzioni. Dal che ne nacque, che specialmente Brunellesco ebbe la gloria di essere stato il primo che fece ritornare a splendere la buona architettura più di quello che Cimabue non fece per la pittura. E siccome quanto la luce è più risplendente, tanto più presto diffonde i suoi raggi, così non appena si conobbe il valore di Brunellesco, che molti si sforzarono d’imitarlo, e così facendosi noi abbiamo ben poche volte ragione di dubitare dell’epoca delle fabbriche che si eressero da poi che questo stesso Brunellesco ne stabilì un nuovo metodo.
Uno de’ suoi imitatori dev’essere stato sicuramente quello cui fu dato dal nostro magistrato di Macerata, sotto il dì 17 di giugno dell’anno 1373, l’incarico d’innalzare quel portico che rimaneva dalla parte settentrionale della nostra piazza, dove con un’eleganza pari ai tempi più fortunati per le arti operòCompagnoni, Reggia Picena, pag. 237.
Anche la piazza di San Severino, detta in antico del mercato, fu incominciata ad ornarsi di portici nel 1360, e l’opera fu quasi compiuta nel secolo XV col farsi avanti ciascuna casa delle logge, mentre da prima non era cinta che di soli abitati. Li portici attuali sono stati per la maggior parte rinnovati.. Ed il confronto fra questo e quello assai irregolare che s’innalzò diciotto anni prima d’innanzi alla chiesa principale di San Ginesio, allorché n’era rettore Ridolfo VaranoSeverini, Storia manoscritta di San Ginesio, pag. 187., prova che rapido fu il progresso nelle arti, giacché esse ne ottennero un tal risultamento subito che vi fu chi, diretto il proprio ingegno a migliori studi, conobbe che si dovevano abbandonare le vecchie prattiche e rivolgersi a quelle che avevano reso fortunatissimi, sotto quest’aspetto, i secoli in cui era grande la Grecia e Roma.
Anche la piazza di San Severino, detta in antico del mercato, fu incominciata ad ornarsi di portici nel 1360, e l’opera fu quasi compiuta nel secolo XV col farsi avanti ciascuna casa delle logge, mentre da prima non era cinta che di soli abitati. Li portici attuali sono stati per la maggior parte rinnovati.. Ed il confronto fra questo e quello assai irregolare che s’innalzò diciotto anni prima d’innanzi alla chiesa principale di San Ginesio, allorché n’era rettore Ridolfo VaranoSeverini, Storia manoscritta di San Ginesio, pag. 187., prova che rapido fu il progresso nelle arti, giacché esse ne ottennero un tal risultamento subito che vi fu chi, diretto il proprio ingegno a migliori studi, conobbe che si dovevano abbandonare le vecchie prattiche e rivolgersi a quelle che avevano reso fortunatissimi, sotto quest’aspetto, i secoli in cui era grande la Grecia e Roma.
p. 60
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Edizione cartacea
Informazioni bibliografiche
Ricci, Amico, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, Macerata, Tipografia di Alessandro Mancini, 1834
Edizione digitale
Acquisizione
Marco Pochesci
Codifica
Marco Pochesci
Revisore
Marco Pochesci
Data di pubblicazione
30/6/2024
Revisioni all'edizione digitale
Revisore
Marco Pochesci