Ricci, Amico

Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
Valevasi egli de’ consigli e dei disegni di Leon Battista Alberti, e dietro di essi si proponeva la riedificazione della basilica di San Pietro, di cui ne concepì il primo l’idea, ed immaginava altresì la costruzione di un nuovo palazzo pontificio; ma mentre andava agitando nella sua mente consimili progetti sopraggiunse in Roma una fierissima pestilenza, per cui se ne partì e si condusse in Fabriano ove rimase per alcuni mesiIl giorno 25 di giugno del 1449 si riunì il consiglio di Fabriano onde eleggere una deputazione, la quale si conducesse a Spoleto ad incontrarvi il pontefice. Libro delle Riformanze, libro IX, a carta 125.
Die 25 Junii 1449 R. D. Episcopus Ariminensis de mindato SS. D. N. venit Fabrianum dicendum B.S. velle venire Fabrianum. Quamobrem vult ut quatuor homines idonei, et sufficientes sibi dentur cum quibus possit conferre de is omnibus, quae opportuna sunt. Etiam quod nune eligantur oratores, qui vadant obviam Sanctitati Suae regratiando S.S., quae dignata sit velle venire Fabrianum, et electi hodie post tertias recedant D. Benignus LL. D. surexit causa tamen respondendi . . . . dicendo quod haec comunitas valde debet gaudere et laetari de adventu SS. D. N. quamquam haec comunitas non sit apta ad recipiendum SS. Prout decet verum contuli omnes cives esse benevolos ad invicem per modum quod garae, quae sunt in hac nostra terra pretermittantur, et facta communis dicantur, et non aliter, et quod eligantur quator boni cives, qui semper intersint cum R. D. Ariminensi ad suis standum mandatis. Quae tamen personae non sint appassionatae . . . . . Joannes Nicolai Filippi surrexit dicendo quod nulla quaevis civitas sive terra Marchiae Anconitanae quae magis laudari possit, letari etc. . . . . et quod eligatur . . . . . qui habeant inveniri denarios, et possit seipsos obligare nomine et vice dicti comunis . . . . Joannes scontra laudat omnia ut supra, sed dicit quod in N. D. Dominico, lunae, et martis fiant processiones.
Seguono le nomine dei deputati, e quindi due editti pel buon ordine ed altre disposizioni opportune.
Riformanze, libro idem, a carta 133.
Die 19 Julii 1449 et primo ad factum priorum cum ipsi teneant locum comunitatis necesse est ut sint nobis recommissi, et ipsos honoremus pro honore nostro; nam duo destrent aequam sive mulam SS. D. N. reliqui vero alii una cum regulatoribus inter sint portando baldacchinum adjungendo etiam alios bonos Cives, namque fiant discrete, et sapienter, cum omne id totum quod S. donavit sit, et expectet comunitati nostrae – Seguendo i doni fatti ai cardinali.
L’istanza fatta al papa per alcuni bisogni del comune, ed in fine la memoria, che Sua Santità nel giorno della natività della Vergine celebrò messa nella chiesa di San Venanzio, perlocché venne dalla comune ornata la strada per cui doveva passare.
Riformanze, libro idem, a carta 136.
Dominus Episcopus Ariminensis mandavit DD. PP. et Regulatoribus, quatenus debeant eligere duos homines, qui habeant aestimare domos datas RR. DD. Ep. Praelatis, et Cortexanis, cum hoc tamen, quod habeant pro labore ipsorum donarios duodecim . . . . ab illis tamen qui recipiunt dictam pentionem dictorum domorum.
Fra le varie risoluzioni prese a que’ dì dal consiglio intorno ad alcune istanze raccomandate dai comunisti trovansi nominati i cardinali seguenti.
D. P. Card. S. M. Novae
“ “ Columnae
“ “ Mactei de Ursinis
P. D. Card. Beneventani
“ “ Vicecancellarii
“ “ Monnensis
Fra gli altri affari poi trovasi, che dopo la venuta del cardinale legato fu discusso a chi spettare dovessero i beni de’ Chiavelli, e leggesi l’inventario dei mobili ch’erano nella casa dei medesimi Chiavelli abitata da papa Niccolò. Riformanze, libro idem, a carta 163.
Die 21 Junii 1450 quia juxta litteras D. Petri de Nuceto.
Secretarii SS. D N. velle venire Fabrianum provideatur in honorando S. S. ex debito, et providentur Nicolao Laurentii,ex debito quia portavit dictam licteram.
Seguono varie disposizioni prese, la relazione del dono fatto dalla Comune al pontefice, la scelta di quattro uomini che sotto la direzione del Reverendo Giacomo vescovo di Perugia provvedessero a tutto il necessario, e la notizia che il Papa giunse il 4 di luglio, e fu poi visitato dai signori priori regolatori e da altri quattro soggetti per ogni quartiere della città.
Era con Niccolò V in Fabriano Poggio Fiorentino uno degli uomini più celebri di quest’età, ed a cui tanto debbono le lettere per la scoperta d’antichi codici (Vedi Tiraboschi, tomo VI, parte I). Con esso in tal circostanza disputò più volte di filosofia una tale Margarita figlia d’Anselmo di Niccolino da Fabriano, la quale perciò ottenne in dono dal pontefice ducati mille, anche per aver perorato latinamente al di lui cospetto, a fine di placarlo dallo sdegno concepito contro il comune, che non dava opera a disgregare la setta nominata de’ Fraticelli (Vedi Biondo, Italia illustrata).
L’inglese Sepherd scrisse la vita di Poggio, che venne poi tradotta e dottamente illustrata dal cavaliere Tonelli, a cui va pure debitrice l’Italia della pubblicazione di parecchie lettere inedite del lodato Poggio impresse in Firenze nel 1832 pei tipi del Marchini.
. Profittò di questa straordinaria circostanza il magistrato di questa città per richiedere al pontefice che a buona forma facesse ridurre la piazza, che era stretta e mal fatta. Acconsentì esso e vi chiamò per quell’opera Bernardo Rossellino da Firenze architetto, e che il papa amava e stimava moltissimo, come quello che l’aveva sperimentato in più circostanze. Riallargò questi e ridusse in buona forma la piazza, facendovi intorno un ordine di botteghe utili, molto comode e belle, non che un elegantissimo loggiato, il quale però con l’andare del tempo venne allungato e variato in molte parti. Non appena fu compiuto questo lavoro che ordinò parimenti il disegno della nuova chiesa di San Francesco, giacché l’esistente minacciava rovinaVasari, edizione bolognese, tomo I, pag. 320.
Mannetti Giannozzo, Vita di Niccolò V.
Ascevolini, Storia di Fabriano, manoscritto, pag. 35.
Nella sua erezione questo loggiato non era come attualmente di logge 19, ma bensì di 13, poiché quella segnata n. 1, che unisce il palazzo comunale al loggiato stesso, fu costruita dal comune l’anno 1799. Le unite a questa segnate coi n. 2, 3, 4, 5 vennero fabbricate nel 1656 sopra il suolo ceduto ai conventuali dal comune, come al permesso registrato nelle riformanze sotto l’anno suddetto. La loggia n. 19 ch’è l’ultima verso la chiesa di San Filippo si eresse quando all’architettura pregevole del Rossellini, il frate Buontempi, caro al papa Clemente XIV, sostituì nuove idee, nuova fabbrica, ponendo così la scala nell’interno di detta loggia, quando prima eravi una cordonata per cui salivasi all’aperto.
. Furono questi esempi di grandissimo giovamento in quanto non passò molto tempo, che trovandosi quei di Fabriano costretti a dovere erigere uno spedale, lo fecero costruire con tanta eleganza ed ebbero tanto accorgimento, che non si era fino a quel tempo veduta una pianta che meglio corrispondesse all’oggetto a cui quella nuova fabbrica doveva esser diretta. D’Agincourt ne presenta il disegnoD’Agencourt, tavola LXXII, figure 10, 11. e lo dice corrispondente a que’ principi che servirono a condurre l’arte dalla decadenza al risorgimento. È divisa la facciata in due loggiati, uno sovrapposto all’altro. Il superiore ha gli archi conterminanti in acuto, quando quelli dell’inferiore sono a tutto sesto. Io ritengo che tale difformità non sia venuta col nascere dell’edificio, ma che invece il portico sottoposto sia stato posteriormente eretto, al che mi conferma un’iscrizione che tuttora si legge in uno de’ capitelli delle colonneLungo il cornicione si legge l’epigrafe seguente.
ANNO GRATIÆ MCCCCLVI. CALLISTO III. PONT. MAX. MARINO. ORSINO. ARCHIEPISCOPO TORENTINI. AGRI. PICENI. PRÆSIDE. PRIMUM. LAPIDEM INFERENTE. JACOPO. EX. MINORUM. ORDINE. PREDICENTE. SUB. XII. RECTORUM. GUBERNATIONE. COMUNI. TOTIUS. FABRIANENSIS. POPULI. CONSENSU. EX TRIBUS OSPITALIBUS. HOC UNUM. BEATÆ MARIÆ J. H. S. CONSTRUCTUS.
In un capitello di una delle colonne del portico si legge: 1473 nel mese di novembre orefacte queste colonne.
. Nel suo complesso questa fabbrica si presenta nella parte esterna semplicissima ne’ suoi ornamenti, ed il suo carattere di solidità corrisponde allo scopo per cui venne innalzata.
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