Ricci, Amico
Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
mila ducati. Fu questo danaro per ordini del medesimo trasportato nel Monte di Pietà di Recanati e fu quello che si adoperò per il compimento della chiesa di LoretoEsistono moltissimi monumenti nell’archivio di Recanati e costa da parecchie carte in cui i muratori confessano aver ricevuta la mercede dal vescovo, o da chi per esso.. Avvenuta la morte di Niccolò gli succedette con l’incarico da amministratore vescovile Francesco Mauroceno, che non appena fu giunto alla sua sede, pose ogni cura nel dare effetto ai molti legati che il suo antecessore aveva lasciati, e più d’ogni altro gli fu a cuore quello della fabbrica, che sì caldamente anche nel suo testamento Niccolò raccomandava. Dopo poco tempo successe al Mauroceno come vescovo un Andrea PiliWogel, Storia dei vescovi di Recanati e Loreto, manoscritti, pag. 102 e seguente., ed a questo avvenne nell’episcopato Girolamo o, come altri vogliono, Giorgio cardinale della Rovere, e fu esso che ridusse a compimento la fabbrica circa il 1477 operando come maestro un Tommaso, di cui tacesi negli antichi registri la patriaNe fanno fede gli atti pubblici e gli stemmi gentilizi scolpiti in vari luoghi della detta chiesa., e forse anche un maestro Marino di Marco da Iadera nel Veneto, ed un Andrea Bacci da MilanoDall’archivio di Recanati si ha che nel 1468 fu capo-mastro della fabbrica un Marino di Marco da Jadera paese nel Veneto. Questa notizia costa ancora da un marmo scavato e riprodotto dall’Ughelli (Italia sacra, tomo I, colonna 667) e vi si legge. MCCCCLXIV. JOANNES TONSUS PONTIFEX FANI DIVÆ MARIÆ PORTICUM DEDIT OPUS MARINI JADRINI VENETI ARCHITECTI ÆDIS B.M. IN LAURETO.
Colucci, Antichità picene, tomo V, pag. 30.
Zani, Enciclopedia metodica, tomo III, parte I, pag. 9.
Medaglia Natale, Dell’origine dell’antica terra oggi Sant’Elpidio descritta 115 anni sono dalla felice memoria del signor Andrea Bacci, ed oggi prodotta, Macerata per gli eredi Pannelli, 1698, in 8, pag. 141.. Giuliano da Maiano condusse in suo aiuto il nepote Benedetto, il quale, siccome insegnano gli annali recanatesi, fu specialmente adoperato per la costruzione delle volte della cupolaVasari, edizione di Bologna, tomo I, pag. 259.. Le opere da costoro intraprese rimasero, non so per quale ragione, interrotte, per cui dubitando i direttori che non fossero i pilastri sufficienti a reggere il peso della cupola, che già era stata incominciata e non finita da Giuliano, comunicarono i loro dubbi a Giuliano da Sangallo che trovavasi a Prato, invitandolo a condursi sul luogo. Aderì egli volentieri alla richiesta e postosi in viaggio in unione di vari maestri muratori e scalpellini, giunse in Loreto, dove dimostrò tanto facile il rimediare a que’ danni che i direttori temevano che presto si determinarono ad allocare ad esso medesimo il lavoro che proponeva. Ai 29 di settembre del 1499 cominciò il detto architetto la costruzione della gran cupola che sovrasta la santa cappella, e gli furono assegnati in premio di sue fatiche 1000 scudi d’oroBaldinucci, Edizione de Classici, tomo VI, pag. 138.
Wogel, idem.. Non corrispose però esso nella pratica alle sue teorie, in quanto si vide che dopo breve tempo cominciò la cupola ad aprirsi in più parti. Quali fossero
Colucci, Antichità picene, tomo V, pag. 30.
Zani, Enciclopedia metodica, tomo III, parte I, pag. 9.
Medaglia Natale, Dell’origine dell’antica terra oggi Sant’Elpidio descritta 115 anni sono dalla felice memoria del signor Andrea Bacci, ed oggi prodotta, Macerata per gli eredi Pannelli, 1698, in 8, pag. 141.. Giuliano da Maiano condusse in suo aiuto il nepote Benedetto, il quale, siccome insegnano gli annali recanatesi, fu specialmente adoperato per la costruzione delle volte della cupolaVasari, edizione di Bologna, tomo I, pag. 259.. Le opere da costoro intraprese rimasero, non so per quale ragione, interrotte, per cui dubitando i direttori che non fossero i pilastri sufficienti a reggere il peso della cupola, che già era stata incominciata e non finita da Giuliano, comunicarono i loro dubbi a Giuliano da Sangallo che trovavasi a Prato, invitandolo a condursi sul luogo. Aderì egli volentieri alla richiesta e postosi in viaggio in unione di vari maestri muratori e scalpellini, giunse in Loreto, dove dimostrò tanto facile il rimediare a que’ danni che i direttori temevano che presto si determinarono ad allocare ad esso medesimo il lavoro che proponeva. Ai 29 di settembre del 1499 cominciò il detto architetto la costruzione della gran cupola che sovrasta la santa cappella, e gli furono assegnati in premio di sue fatiche 1000 scudi d’oroBaldinucci, Edizione de Classici, tomo VI, pag. 138.
Wogel, idem.. Non corrispose però esso nella pratica alle sue teorie, in quanto si vide che dopo breve tempo cominciò la cupola ad aprirsi in più parti. Quali fossero
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Edizione cartacea
Informazioni bibliografiche
Ricci, Amico, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, Macerata, Tipografia di Alessandro Mancini, 1834
Edizione digitale
Acquisizione
Marco Pochesci
Codifica
Marco Pochesci
Revisore
Marco Pochesci
Data di pubblicazione
30/6/2024
Revisioni all'edizione digitale
Revisore
Marco Pochesci