Ricci, Amico
Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
quattro mensole intagliate che sorreggevano altrettanti lioni, de’ quali non ne rimane che il frammento di uno nell’angolo destro inferiore.
Terminava questa ricchissima facciata con un timpano la cui cornice non molto sporgente ornavasi da un ovolo. ln mezzo al timpano suddetto rimane tuttora un’aquila a tondo rilievo la quale tiene nel becco l’insegna de’ Varani ed è questa targa di forma elegantissima. Dell’iscrizione posta nella fascia della cornice non si leggono che poche lettere.
Ai lati di questa facciata aveva l’architetto destinato due torri, ma esse non furono che in parte compiute.
Nelle due parti laterali all’unica porta vedonsi ancora due grandi mensole con cornici intagliate sulle quali posavono parimente dei lioni.
Ed è veramente per noi di molto dolore il dovere solo qui ricordare le reliquie d’una fabbrica che dava a divedere la munificenza dei nostri antichi padroni, ed i progressi che facevansi nell’architettura e nell’intaglioLilli, Storia di Camerino, libro VI, parte II, pag. 226.
Questa è l’epigrafe che si leggeva di cui ora non rimangono che poche lettere.
JULII CÆSERIS AUSPICIO PINNACULUM TEMPLI POSITUM FUIT ANNO MCDLXXX.. Terminate che furono le sculture della porta della chiesa di San Nicola in Tolentino rimase la facciata alla rustica finché nel 1484 monsignor Giovanni Battista Visconti vescovo di Teramo la fece a sue spese compire ed incrostare di marmo bianco; e nel tempo stesso sostituì alle impalcature a cavalli una volta piana con riporti d’arabeschi di legname riccamente dorati, figurando nel mezzo l’arma gentilizia di questo prelatoSantini, Storia di Tolentino, pag. 157.
Sotto lo stemma gentilizio di questo prelato si ha la seguente iscrizione.
FRATER JOANN. BAPTISTA MEDIOLANENSIS APRUTINUS. EPISCOPUS PRINCEPS TERAMI COMES BISMENII, AC BARO.
La detta facciata venne rinnovata nell’anno 1761, come si ha da un’iscrizione impressa in un de pilastri: HOC TEMPLI FACIEM ÆRE PROPRIO MONASTERIUM REIDIFICAVIT ANNO MDCCLXI.. Quest’usanza d’intagliare il legno ch’era andata ne’ tempi di barbarie quasi in disuso, riebbe anch’essa nuova vita in questo secolo ed il suo maggiore avanzamento nel susseguente. Dovevano considerarsi come preziosissimi, se attendiamo a quanto si scrisse da contemporanei, quegli ornati che fece scolpire nel 1444 Niccolò d’Asti nel coro del duomo di Recanati; ma essi forse cedettero all’antichità o furono dispersi ne’ nuovi adattamenti che in quella chiesa avvennero coll’andare del tempo. E non meno potrebbe aggiungersi degl’intagli che fece fare il vescovo Giovanni Prefetti nelle porte della cattedrale
Questa è l’epigrafe che si leggeva di cui ora non rimangono che poche lettere.
JULII CÆSERIS AUSPICIO PINNACULUM TEMPLI POSITUM FUIT ANNO MCDLXXX.. Terminate che furono le sculture della porta della chiesa di San Nicola in Tolentino rimase la facciata alla rustica finché nel 1484 monsignor Giovanni Battista Visconti vescovo di Teramo la fece a sue spese compire ed incrostare di marmo bianco; e nel tempo stesso sostituì alle impalcature a cavalli una volta piana con riporti d’arabeschi di legname riccamente dorati, figurando nel mezzo l’arma gentilizia di questo prelatoSantini, Storia di Tolentino, pag. 157.
Sotto lo stemma gentilizio di questo prelato si ha la seguente iscrizione.
FRATER JOANN. BAPTISTA MEDIOLANENSIS APRUTINUS. EPISCOPUS PRINCEPS TERAMI COMES BISMENII, AC BARO.
La detta facciata venne rinnovata nell’anno 1761, come si ha da un’iscrizione impressa in un de pilastri: HOC TEMPLI FACIEM ÆRE PROPRIO MONASTERIUM REIDIFICAVIT ANNO MDCCLXI.. Quest’usanza d’intagliare il legno ch’era andata ne’ tempi di barbarie quasi in disuso, riebbe anch’essa nuova vita in questo secolo ed il suo maggiore avanzamento nel susseguente. Dovevano considerarsi come preziosissimi, se attendiamo a quanto si scrisse da contemporanei, quegli ornati che fece scolpire nel 1444 Niccolò d’Asti nel coro del duomo di Recanati; ma essi forse cedettero all’antichità o furono dispersi ne’ nuovi adattamenti che in quella chiesa avvennero coll’andare del tempo. E non meno potrebbe aggiungersi degl’intagli che fece fare il vescovo Giovanni Prefetti nelle porte della cattedrale
p. 89
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Edizione cartacea
Informazioni bibliografiche
Ricci, Amico, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, Macerata, Tipografia di Alessandro Mancini, 1834
Edizione digitale
Acquisizione
Marco Pochesci
Codifica
Marco Pochesci
Revisore
Marco Pochesci
Data di pubblicazione
30/6/2024
Revisioni all'edizione digitale
Revisore
Marco Pochesci