Ricci, Amico
Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona
di AnconaZani, Enciclopedia metodica, volume IV, parte I, pag. 228. Visse Bosio nel 1436., coetanei ed emuli nell’arte, dobbiam pure considerare, fra quelli che all’architettura con profitto si dedicarono, un altro nostro concittadino qual fu Giovanni Paci di RipatransoneGarzoni Johanne, Ripanae Historiae. Opera inserita nel XVIII tomo delle Antichità picene, pag. 172.. Professò questi la regola degli eremitani di sant’Agostino, e nella metà del secolo XV si condusse a Bologna spinto particolarmente dal genio di bene apprendere quest’arte. Fatto priore del suo convento di San Giacomo non si distolse per questo da geniali suoi studi, che anzi applicandovi con sempre maggior ardore si rese sì celebrato, che giunto all’orecchio di Giovanni Bentivoglio, signore di Bologna, quant’egli fosse perito nell’architettura, a lui commise di ridurre a buona forma i portici esterni del convento e della chiesa di San Giacomo, che pochi anni prima erano stati fabbricati con disegno di maestro Gaspare Nadi da BolognaDiario dell’architetto Gaspare Nadi, che incomincia dal 1418, manoscritto.
L’originale esiste nell’archivio pubblico della città di Bologna.
L’antico e magnifico portico de Reverendi Padri Agostiniani di San Giacomo Maggiore di Bologna, coi restauri da essi fatti ritornato al primiero suo essere, articolo di storia riprodotto in Bologna l’anno 1828, opuscolo, pag. 4.. Ogni arco ha a sostegno due colonne d’ordine composito e nel fregio, tutto intagliato a fogliami, fanno bella comparsa quelle medaglie in cui venne effigiata la testa del detto Giovanni, ed il ritratto di questo principe fece il Paci dipingere sopra il primo arco del portico in atto d’intercedere protezione dalla Vergine, e sotto a questa dipintura si scolpì una lapide che ricorda la munificenza del Bentivoglio e l’opera del Paci, ch’ebbe fine ai 10 di ottobre del 1478Dal rincontro che feci rinvenni che nella lapide riportata dal Garzoni vi sono vari errori, per cui potrà correggersi riducendola alla seguente lezione.
JOANNES BENTIVOLUS JUNIOR EQUES – ILLUSTRISSIMUS SENATUS BONONIENSIS PRINCEPS VIRGILIUS, QUE MALVETIUS CURARUNT, UT HÆC PORTICUS PUBLICA IMPENSA IN STAURARETUR. JOANNE DE RIPIS TEHOLOGO HUIC TEMPLO, ET OPERI PRESIDENTE. – MCCCCLXXVIII. X OCTOBRIS.. Che quest’architetto lasciasse disegni nella nostra provincia non è a mia notizia, e la sua lunga permanenza in Bologna mi farebbe facilmente risolvere per la negativa. Ci ricorda la storia di questo tempo i travagli a che fu soggetta la nostra Marca per la dominazione degli Sforza, e non saprei dire come fra quei commissari, che tanto danno recarono a que’ paesi dove furono destinati, fosse un Alberto Orlandi che nel 1440, rappresentando lo Sforza in San Ginesio, edificò dalle fondamenta il pubblico palazzo di quella terra co’ propri danari se vogliam credere a ciò che ne narra uno storico municipaleSeverini, Storia di San Ginesio, manoscritto, pag. 239.. Per quel che ancora si vede, conserva quest’edifizio nella parte esterna un carattere più proprio a proteggere chi doveva abitarlo, di quello che sia ad ammirarne al di fuori l’eleganza. Di
L’originale esiste nell’archivio pubblico della città di Bologna.
L’antico e magnifico portico de Reverendi Padri Agostiniani di San Giacomo Maggiore di Bologna, coi restauri da essi fatti ritornato al primiero suo essere, articolo di storia riprodotto in Bologna l’anno 1828, opuscolo, pag. 4.. Ogni arco ha a sostegno due colonne d’ordine composito e nel fregio, tutto intagliato a fogliami, fanno bella comparsa quelle medaglie in cui venne effigiata la testa del detto Giovanni, ed il ritratto di questo principe fece il Paci dipingere sopra il primo arco del portico in atto d’intercedere protezione dalla Vergine, e sotto a questa dipintura si scolpì una lapide che ricorda la munificenza del Bentivoglio e l’opera del Paci, ch’ebbe fine ai 10 di ottobre del 1478Dal rincontro che feci rinvenni che nella lapide riportata dal Garzoni vi sono vari errori, per cui potrà correggersi riducendola alla seguente lezione.
JOANNES BENTIVOLUS JUNIOR EQUES – ILLUSTRISSIMUS SENATUS BONONIENSIS PRINCEPS VIRGILIUS, QUE MALVETIUS CURARUNT, UT HÆC PORTICUS PUBLICA IMPENSA IN STAURARETUR. JOANNE DE RIPIS TEHOLOGO HUIC TEMPLO, ET OPERI PRESIDENTE. – MCCCCLXXVIII. X OCTOBRIS.. Che quest’architetto lasciasse disegni nella nostra provincia non è a mia notizia, e la sua lunga permanenza in Bologna mi farebbe facilmente risolvere per la negativa. Ci ricorda la storia di questo tempo i travagli a che fu soggetta la nostra Marca per la dominazione degli Sforza, e non saprei dire come fra quei commissari, che tanto danno recarono a que’ paesi dove furono destinati, fosse un Alberto Orlandi che nel 1440, rappresentando lo Sforza in San Ginesio, edificò dalle fondamenta il pubblico palazzo di quella terra co’ propri danari se vogliam credere a ciò che ne narra uno storico municipaleSeverini, Storia di San Ginesio, manoscritto, pag. 239.. Per quel che ancora si vede, conserva quest’edifizio nella parte esterna un carattere più proprio a proteggere chi doveva abitarlo, di quello che sia ad ammirarne al di fuori l’eleganza. Di
p. 94
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Edizione cartacea
Informazioni bibliografiche
Ricci, Amico, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, Macerata, Tipografia di Alessandro Mancini, 1834
Edizione digitale
Acquisizione
Marco Pochesci
Codifica
Marco Pochesci
Revisore
Marco Pochesci
Data di pubblicazione
30/6/2024
Revisioni all'edizione digitale
Revisore
Marco Pochesci